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popUP




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MUSIC , FASHION , ART AND FRIENDS!!!

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FRANCISCO


Francesco De Bellis a.k.a Francisco, a.k.a. Mat101, a.k.a Jollymusic, a.k.a. uno degli artisti dance più eclettici che si siano mai visti sulla scena italiana. Francisco è anche ideatore e promotore, insieme a Marco Passarani e Mario Pierro (Raiders Of The Lost Arp...), della famosa "scena romana", forse l'unica scena italiana che si è imposta in tutto il mondo, ottenendo l'attenzione di personaggi del calibro di Miss Kittin, Erlend Oye, Garbage, Chemical Brothers... artisti con i quali i tre romanacci si trovano a collaborare. E se Marco Passarani è fissato con la techno di Detroit, Mario Pierro con l'electro "à la Clone Records", Francisco ha un vero e proprio pallino per l'italodisco, il funk, il pop anni 80, la disco della N.Y. di Larry Levan e la prima house music. E il ricordo di Francisco che alle 7 di mattina fa scatenare la folla del Panorama Bar di Berlino sulle note di Ti Sento dei Matia Bazar, rimarrà indelebilmente fisso nella mia memoria come uno dei momenti più magici che io abbia mai vissuto in un club.

 

RODION


L'estetica musicale del romano Rodion è complessa, e si adatta a fatica alla definizione di italo disco. Ma è proprio questa stratificazione di influenze a rendere il suo sound un unicuum nel marasma di produzioni minimalizzate da cui le nostre orecchie sono da troppo tempo tormentate. Certo, di italo disco ne deve aver ascoltata da piccolo, ma chi non lo ha fatto... d'altronde siamo in Italia, no? E dunque Rodion rende un meritato omaggio ai maestri, quegli italiani che hanno fatto grande la musica elettronica nel mondo, oggi considerati da tutti come pionieri della musica elettronica, come Giorgio Moroder, Alexander Robotnick, Krisma, Klein & MBO. Ma non è tutto. I sintetizzatori si mescolano con bassi funk, atmosfere cosmiche, visioni psichedeliche, vocoder venuti dai video games del commodor 64, groove disco e altre bizzarrie elettroniche. A portare il sound retrofuturistico di Rodion in Europa ci ha pensato Munk, l'eclettico duo di Monaco cui fa capo la sempre imprevedibile Gomma Records.


DANIELE BALDELLI



Capita raramente di aver a che fare con un mostro sacro della musica elettronica. E ancora di meno che ciò accada con un artista italiano. Ma questo è il caso di Daniele Baldelli, storico dj di locali ormai entrati nell'immaginario collettivo come la Baia Degli Angeli e il Cosmic, colui che ha traghettato una generazione intera dal concetto di balera a quello di discoteca in senso moderno, portando all'affermazione del ruolo del dj e della sua selezione come principali artefici del successo di una serata, e facendosi portavoce di un nuovo sound elettronico tra la disco music e l'afro, il famoso cosmic sound. Oggi, quel sound sperimentale e allo stesso tempo groovy, è oggetto di venerazione da parte dei più attenti produttori internazionali, come LCD Soundsystem, Lindstrom e Prins Thomas. E questo rinnovato interesse ha fatto sì che, dopo quasi 30 anni di carriera, Daniele Baldelli continui a suonare sempre a fianco dei migliori dj in circolazione come Headman, 2Manydjs e Munk.

CHLOE' & IVAN SMAGGHE:
THE DYSFUNCTIONAL FAMILY



Quando si parla di Ivan Smagghe (il fondatore, insieme ad Arnaud Rebotini, del duo gothic-techno Black Strobe), di Chloè, di Fany e di Jennifer Cardini, le associazioni che vengono alla mente sono Parigi, il Pulp, la serata Kill The Dj, la sperimentazione e la fluidità dei generi musicali e dell'identità di genere, il bisogno di andare controcorrente, il lesbismo (eh sì, anche Ivan si sente lesbica, almeno stando alle parole di Jennifer Cardini!).

Ivan, Chloè, Fany e Jennifer sono una famiglia disfunzionale, o, sempre nel gergo medico, patologica, vale a dire una famiglia all'interno della quale i ruoli non sono chiaramente distribuiti, una famiglia che vive sulla propria pelle i disagi legati al lavoro, alla droga, all'alcol, agli abusi. Il loro è un modo inequivocabilmente politico di farsi portavoce di ciò che è diverso, è un modo provocatoriamente scorretto di riappropriarsi di ciò che spesso la società vorrebbe rimuovere. E non hanno paura di sbattertelo in faccia.

La famiglia disfunzionale (titolo della compilation di Ivan e Chloè, ndt), allora, che cos'è che non funziona?

IVAN : Nulla a priori. L'idea di essere disfunzionali non significa necessariamente che qualcosa non funzioni. Noi non pensiamo che una cosa non funzioni quando è disfunzionale. Si tratta di una rivendicazione di tutto ciò che è disfunzionale.

CHLOE' : Bisogna prenderla con humour. Il termine disfunzionale vuole essere una critica alla famiglia convenzionale, ai valori tradizionali, è su questo che volevamo giocare.

I : Le persone che ci circondano non fanno proprio parte del modello familiare tradizionale. E quello che noi chiamiamo la nostra famiglia non è per nulla una famiglia tradizionale.

Nel cd non ci sono molti pezzi che caricano...

I : No, e non è per nulla una selezione per quei manzi etero che ancora si incrociano nel mondo della notte. Ce la si può raccontare che la notte è qualcosa di figo, ma non è vero, è un mondo abbastanza burino, frequentato per lo più da ragazzotti. Io conosco molti conservatori nel mondo della notte. C'è una specie di mito che vuole che chi esce la sera sia figo e di sinistra, ma è falso.

Sofa aveva detto che il clubbing era di destra

I : In parte è vero. Non è che per il fatto di essere un dj o una djette tu non possa avere idee conservatrici. Ok, la droga è piuttosto accettata nel giro dei clubber, è una cosa che sciocca solo al di fuori di questo giro, ma pensa alla sessualità. Il club è ancora una cosa da manzi etero o per gay maschi. Se io dico "omosessuale", a che cosa pensi? A posti come il Queen, il Ludo, il Jerome (locali commerciali gay di Parigi, ndt), ed è anche contro questo che noi cerchiamo di andare. E' chiaro che non si tratta di un giudizio di valore nei loro confronti, questa è un'altra questione.

C : Non si tratta di un sentimento di superiorità, e questo non significa che tutti gli etero siano dei manzi senza cervello. Si tratta di un modo per dire che c'è dell'altro oltre i cliché, che non dobbiamo sentirci obbligati a rientrare per forza in una categoria. E' un modo per affermare la differenza.  

Proust usava un termine molto grazioso, lui parlava di "invertiti"...

I : Sì, a me piace molto la parola invertito, anche se Proust la usava in senso negativo. Per me invece invertito è un modo di andare contro, come il fatto di essermi messo sulla copertina del cd non travestito da donna, ma piuttosto con un aria estremamente ambigua. E' una sorta di gesto politico.

C : Se Ivan si fosse travestito da donna, sarebbe ricaduto negli schemi che vogliamo combattere.

I: Non mi sarei mai vestito da donna!

Tu sai che in redazione più di una persona ha pensato che tu fossi travestito?

I : Parliamone, è giusto! Quando me l'hanno detto, mi sono detto "merda! non hanno compreso quello che volevamo far passare!". L'hanno presa in pieno come il solito cliché da drag queen, come se questa fosse l'unica cosa possibile nell'essere invertiti. Ma se mi fossi travestito, sarebbe stato uno scherzo di cattivo gusto. Era proprio quello che volevamo evitare, e questo fatto di cui parli è la prova che abbiamo ancora del lavoro da fare per riuscire a trasmettere bene il messaggio.

FANY : Vogliamo mettere il dito sul problema complesso dell'identità, che non si può ridurre allo slittamento homo / etero. C'è anche dell'altro. Puoi avere delle figlie lesbiche che cambiano sesso e poi diventano froci.

C : E' abbastanza deludente vedere quanti promoter ancorami chiamano a suonare per farmi fare il ruolo della dj donna all'interno di un packaging di serate che io subisco continuamente. Ho come l'impressione che mi si imponga un modo di vedere, e questo mi infastidisce tanto da dover rifiutare di partecipare a questo tipo di serate.

I : Quello che vogliamo fare è mettere un po' a soqquadro le idee della gente. Vedi, se io mi guardo le unghie smaltate questa sera al Pulp (locale lesbo dove Ivan e Chloè sono resident, ndr), anche lì qualcuno avrà qualcosa da ridire, cosa che non c'è il rischio che accada in una città come Londra. In Francia non c'è una vera riflessione sull'identità sessuale, così come non c'è una vera riflessione sulla musica. C'è del giornalismo musicale, certo, anche di buona qualità, ma manca la riflessione sulla musica. L'università, ad esempio, non ha mai adottato l'idea angloamericana degli "studi culturali", la musica, il football, il lesbismo, tutte queste cose non hanno il diritto di cittadinanza nelle nostre facoltà.

(estratto dall'intervista a Ivan Smagghe e Chloè pubblicata sul numero 96 di Trax)

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THE HACKER

Ci sono i dj dell'ultima ora e quelli che invece la storia della musica la prendono così seriamente, da mantenere, nonostante le infinite vie praticate dall'elettronica verso una sempre più accentuata glamourizzazione, un atteggiamento impermeabile. E per questo durano nel tempo. The Hacker è di sicuro uno di questi. Glamour contro il suo volere ma per forza di causa maggiore. Perchè con Miss Kittin ha segnato il nuovo inizio dell'electropop negli anni Novanta, perchè la techno con sfumature Ottanta è diventata di moda, perchè ha fatto parte della Gigolo Records. Varie tappe di una carriera che va sempre al massimo e che sfrutta continuamente tutta la sua conoscenza. Del resto un musicista che si è forgiato coi Joy Division e I New Order ma anche con Duran Duran e The Cure. Che si è fatto ammaliare dal suono della prima ondata di house, da S-Express a Inner City, poi dall' EBM e che ha sempre seguito con attenzione tutte le evoluzioni della techno senza però diventare monogamo, non può che produrre suoni all'avanguardia, che offrono continuamente nuovi spunti e rappresentano veri manifesti della dance.

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OXIA



Grenoble, Francia, 1995. Olivier, già rispettato dj della piccola città francese situata sulle Alpi e famosa per la produzione di noci, stringe nuove amicizie. I nomi dei suoi nuovi amici sono Kiko e Michel Amato, presto impostosi sulla scena mondiale con lo pseudonimo The Hacker. Anche Olivier cambia nome, e da allora si fa chiamare Oxia. Con Kiko apre l'etichetta Ozone, con la quale pubblica le sue prime tracce. Con Michel apre invece la GoodLife, etichetta che prende il nome dal mitico singolo degli Innercity. Detroit, dunque. La techno meccanica della città industriale si miscela con l'electro e con l'ebm europea. E già dalle loro prime produzioni, questo micidiale mix diviene il marchio di fabbrica inconfondibile di Oxia e The Hacker. Ed è grazie a questo sound che si impone presto la "scena di Grenoble", quella da cui i protagonisti di questa storia hanno preso il volo verso i club e festival più importanti del globo, insieme ad altri amici, come Miss Kittin e Human Body. Doppio appuntamento con una delle sonorità più affascinanti del vecchio continente, il 9 marzo è la volta di Oxia, appunto, e il 13 aprile a popUP torna The Hacker. Siete pronti per essere elettrificati? 

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ELLEN ALLIEN + APPARAT



Ellen Allen è la dj e produttrice fondatrice dell’etichetta discografica B-Pitch Control. Apparat è produttore, non particolarmente dj e si divide i compiti di gestione della label Shitkatapult col compare T. Raumschmiere.
Ellen e Sasha, questo il vero nome di Apparat, si conoscono da molti anni. Sono da un certo punto di vista anime gemelle. E un progetto come “Orchestra of Bubbles” che li vede al lavoro insieme, ne è la prova. Perché contiene un po’ di tutti e due. E’ un perfetto equilibrio di intenti, di metodi di lavoro che si intrecciano stupendamente. Di gusti sonori e anche di presenza sul palco. Dove Ellen è sì dietro alle macchine, ma anche front girl scatenata. Suonano insieme e poi ogni tanto lei prende il microfono e va dal pubblico, balla, li incita. Una rock/rave attitude notevole. E del resto è anche questo il passato di Ellen, che ha iniziato a fare la dj durante l’esplosione della techno e dei rave. Il suo modo di stare sulla consolle è nervoso, ritmato. Balla, incita il pubblico, mixa, urla. L’avete mai vista in azione? Non la si tiene. Ecco, nel live è tutto questo all’ennesima potenza. E dietro Apparat che controlla le macchine e ride. Non muovendo naturalmente nemmeno una palpebra. Stupendi. “Il progetto- racconta Ellen- è proprio come un ping pong. Ci conosciamo così bene…siamo così buoni amici…ma l’unica cosa che avviene anche con Sasha è che quando lavoro con gli uomini non ti lasciano mai il mouse….non mollano! Ma io li rispetto e così mi sposto sulla tastiera e scrivo il testo. Non ho mai litigato con Sasha anche se lui talvolta non ha molta pazienza perché è più veloce di me!”.


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Ferenc aka I-F
ALDEN TYRELL
FRED VENTURA

Come nella moda, anche nella musica esistono due categorie antitetiche, i trendsetter e i follower, vale a dire coloro che creano i trend, e coloro che si limitano a seguirli. Solitamente il tendsetter è un tipo contro corrente, fuori dal coro e che non ama prostituirsi per il successo. Solitamente sono i trendsetter a lasciare un segno nella storia mentre dei follower ci si dimentica alla svelta. 

Questa è la storia della Clone Records, etichetta universalmente rispettata per non essersi mai sputtanata, e per aver creato un sound unico a metà tra passato (che sia italodisco o acid, che sia electro o techno Detroit, non importa) e futuro. Da questa fucina escono Alden Tyrell e Ferenc (meglio conosciuto come I-F), due produttori innovativi e geniali. 

Alden Tyrell è il più osannato producer di quella dance dal sapore italodisco che sta dilagando nei party più attenti ai nuovi fenomeni musicali, e a popUP si esibirà in coppia con Fred Ventura, esponente di punta della italodisco nostrana. 

Ferenc, beh, lui è semplicemente I-F, quello che faceva electropop prima ancora che si sapesse cosa fosse l'electropop, quello che ha fondato la Viewlexx Records e la CBS, la webradio di culto che contamina 24 ore al giorno l'etere con il miglior sound electro al mondo, quello che nei suoi set non fa distinzione tra disco, electro o techno. Perché? Perché i trend non si seguono, si fanno.

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I-F intervistato da Niall Connolly
Per gentile concessione di www.discopia.com

Come va?
Bene! la CBS sta funzionando bene, ho un sacco di date... non mi lamento!

Dove stai suonando?
In giro per l'Europa. Sostanzialmente ovunque, e sta andando davvero bene. E mi piace stare in Europa perché non ho proprio il tempo di starmene 8 ore o di più su un aereo. E poi perché sono davvero stanco di tutta questa paranoia da terroristi. Mi fermano sempre al controllo. Non so se è per la mia barba o per cosa... Per cui preferisco stare in Europa!

Per quale motivo hai aperto la Viewlexx?
Ho aperto le mie etichette perché ero stanco della musica che usciva. Ho aperto la mia prima etichetta nel '93, la Reference Records. Abbiamo fatto un sacco di party come Acid Planet, eravamo impazziti per il sound acid, per il Chicago sound, ma poi questa cosa è passata. Sostanzialmente ho aperto l'etichetta per poter suonare la musica che desideravo suonare e che non trovavo in giro. Questa è la ragione principale. Lo stesso vale per la Viewlexx. Poi il sound è cambiato e si è avvicinato di più al sound che noi volevamo fare, produrre. All'inizio non facevamo altro che fare uscire un disco e vedere cosa succedeva. E poi impari sempre di più a proposito della musica, ti procuri un po' di equipment, e fai nuovi passi nell'evoluzione del tuo sound...

Quali sono le tue principali influenze?
Sono un fanatico della disco, dell'italo disco, dell'electro, adoro il sound di Chicago. Mi ha influenzato anche il sound di Detroit, ma di meno, ma ancora mi piace quell'attitudine Do It Yourself di Detroit. Questo ci ha inspirato per la nostra attitudine Do It Yourself... e tutte queste influenze messe insieme fanno il nostro sound.

Cosa ti ha spinto ad aprire Cybernetic Broadcasting System, la tua webradio?
E' una cosa che volevo davvero fare. Nel 1990 Ho aperto la Hotmix Electronics, perché volevamo aprire una stazione radio satellitare, ma ci mancava mezzo milione di euro per farlo! Così abbiamo iniziato con i dischi. Importandoli innanzitutto. Io ho sempre comprato molti dischi, sono un fanatico della musica, ma quegli stronzi arroganti dei negozi di dischi non ti davano mai i dischi buoni. Quelli non c'erano mai perché erano sempre dietro il bancone. Allora sono andato a Chicago, ho fatto incetta di dischi e ho aperto il mio negozio di dischi, e tutti i dischi erano esposti su muro, venti copie per ciascuno, per la serie "lo vuoi? Piglialo!". Non mi piace questa cazzata da elite a proposito della musica bella, sai del tipo "ho un bel disco e non ti ti dirò di che cosa si tratta"?. Odio questo atteggiamento! E' una cazzata! Penso che noi abbiamo spezzato questo circolo vizioso facendo come abbiamo fatto.

Cos'altro odi della cultura della musica mainstream?
Sono felice per come sta andando. A casa non ho nemmeno la TV. Non ne abbiamo bisogno, perché ora abbiamo il nostro pianeta. La CBS va bene, l'etichetta va bene, e ci sono così tanti fanatici di buona musica per il mondo, e grazie a internet tutto quanto viene al pettine. Per cui sono dell'idea "'fanculo tutte queste cazzate commerciali". Non mi danno più noia, non più.

E cosa mi dici della dance culture?
Beh, la dance music contemporanea fa davvero schifo. La musica commerciale è orribile. Se guardi a ciò che accadeva negli anni 80 e 70, vedrai che nella top 40 allora c'erano dei dischi bellissimi, dischi ben fatti, dischi che volevi sentire, che volevi comprare. Ma non è più così. E' tutto costruito e artificiale, come un hamburger di McDonalds. E' terribile! Ma per me va bene, perché a causa di questo noi possiamo fare ciò che vogliamo, possiamo avere la nostra controcultura e crescere.

Com'è la scena a Rotterdam?
Al momento è buona. Rotterdam sta davvero per esplodere, è il posto dove essere. Hague, per un lungo periodo, è stato il posto per l'acid music, ai bei tempi dell'acid tutto girava intorno a Hague, ma con quello che ora noi stiamo facendo, Rotterdam è davvero il posto dove essere. Amsterdam è morta per quanto Amsterdam può essere morta, e Hague, sì qualcosa lì sta di nuovo succedendo, ma nulla di speciale. Adesso è il momento di Rotterdam. Io vivo a Delf, tra Rotterdam e Hague.

Come trovi i dischi che metti?
Attraverso internet. La gente menda un sacco di musica alla CBS. Internet è la principale risorsa al momento.

C'è qualche buona radio commerciale in Olanda?
Assolutamente no! E' terribile! non la si può sentire per più di 5 minuti. Mandano la solita merda ogni ora, è terribile.

Quando hai aperto la CBS?
Ufficialmente il 21 dicembre del 2002. Tre anni fa...

Da allora è diventata davvero molto popolare...
Beh non è così grande come sembra. ma continua a crescere e sta andando bene. Costa un sacco di soldi per mantenerla, ma ve bene così, io ne ricavo un sacco di date. E' così che la paghiamo, con i guadagni che facciamo suonando. Al momento questo non rappresenta un problema, Lo rappresenterebbe se la cosa diventasse molto più grande. Non abbiamo sponsor e non ne sto cercando, non mi interessa molto. Sarebbe bello averne forse, ma al momento va bene anche così.

C'è qualcosa del pop di oggi che tu ascolti?
No, niente! ahahah!

Ultimamente nelle produzioni pop c'è un ritorno alle sonorità italo disco...
Significa che abbiamo lasciato il segno...

Ti dà fastidio questo?
No! Non puoi evitare che ciò accada! E' sempre musica di merda certo... come quando ho fatto Space Invaders Are Smoking Grass, dopo la sua uscita sono uscite un sacco di pezzi orribili che suonavano come il mio pezzo. E ho trovato la cosa molto divertente, perché Space Invaders era semplicemente ciò che volevo fare in quel momento, non era una grande novità per me. Volevo solo fare un pezzo con gli space invaders, gli arpeggiatori e il vocoder, e questo è quello che è successo. Per cui per me va bene ciò che gli altri fanno. Se è bello lo suono su CBS o nei club, se fa cagare, lo ignoro ma non mi dà noia.

Per la lettura integrale dell'intervista a I-F, check www.discopia.com

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ALEXANDER ROBOTNICK



Siamo nel 1983. La musica dance elettronica già dalla fine degli anni settanta correva a più non posso con le produzioni di band disco che iniziavano a sperimentare coi sintetizzatori e vari ciappini elettronici generando una sorta di disco fantascientifica grazie a suoni spaziali e del tutto improntati sulla reazione tra orecchio ed elemento suono innovativo. Moroder (di origini italiane) e la sua Love to Love You Baby è l’esempio più affascinante della rivoluzione disco. Che quando tocca il suolo italico diventa un prodotto assolutamente tricolore ma anche fantasticamente culto: sono in particolare le voci, che cantano testi inglesi con pesante accento italiano, a fare la magìa. A dare quell’irresistibile trash touch. Testi dal significato non sempre compiuto, perché spesso scritti in italiano e tradotti alla lettera (babelfish potrebbe essere un eccellente scrittore di testi italo), dove sono protagonisti amore, robot e lo spazio, naturalmente. Siamo nel 1983, dunque e la Italo Disco, il cui termine è stato guarda un po’ coniato da un discografico tedesco, è al suo massimo splendore. E ha nella personalità di Alexander Robotnick, al secolo Maurizio Dami, uno dei massimi esponenti che, essendo un musicista senza tempo, ha riallacciato molti contatti electrodiscografici, soprattutto con la scena olandese. Il suo Problèmes d’Amour è un manifesto per tutta la Italo e ha influenzato nei decenni a venire molti musicisti house e techno. Aua! C'est le cri d'un robot souffrant d'amour. Aua! Même sans ses larmes il pleure toujours, aua… che dire… un Blade Runner in music… c’est tout..


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ABE DUQUE




Blake Baxter, Acid Maria, Gene Le Fosse, Tijiana. Abe Duque ha sfornato il suo nuovo disco ma ha ben pensato di farlo assieme ai sopracitati amici. E quindi un titolo come "When The Fever Breaks" è grandiosamente veritiero: in quel di Berlino, quando si fanno I dischi ci si diverte parecchio. La party fever impazza. Praticamente la vita, a Berlino, è un continuo divertimento. Soprattutto per chi ci va a fare un'esperienza di vita o una fuga, giustificando la dipartita come bisogno d'ispirazione. Poi accade che si riprende la via di casa. Oppure si rimane lì ma si fa sul serio. Lavorando più che in ufficio. Infine c'è tutta una serie di artisti che sgobba duro sulle macchine ma non rinuncia al party mood, chiama a raccolta I suoi v.t.f., very talented friends (a Berlino se ne trovano parecchi) e sforna dischi ispirati. Abe Duque è una sicurezza per questo. Perchè per lui la musica è puro lavoro d'amore e come tutti quelli che confondono il lavoro con la vita, produrre è un'ossessione. A volte questa urgenza offusca le idée e ti fa firmare un contratto con la Gigolo Records, quando ancora sei al primo disco. Poi col secondo ti sei bello che disintossicato e fondi la tua etichetta per produrre musica. Perché così, almeno, ci guadagni qualcosa e difendi la tua missione: rough e underground. 
Questa serata speciale è in collaborazione con la webzine MakeSomeNoise e con lo storico record shop il Disco d'Oro, che festeggia 30 anni di attività. In consolle Wawashi e Liquid Laugh si sfideranno a colpi di unreleased tracks, e durante la serata verranno distribuite le nuove borse... rigorosamente in serie limitata e hand made.


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NOZE



La loro etichetta si chiama Circus Company (per la quale è uscito il secondo album How To Dance) ed è un nome non scelto a caso: il duo parigino NôZE fa elettronica da saltimbanchi e i pezzi sembrano dei numeri di uno spettacolo con trucchi, sorprese e e testi di puro acrobatismo lirico. Noze sono  Nicolas Fintescu alle macchine elettroniche e Ezechiel Pailhes alle composiozioni. Sarà perché bevono buon vino, il loro padre spirituale è un oste e le decisioni più importanti le prendono nella di lui cantina, fatto sta che la techno minimale non è mai stata così poco autoreferenziale. Loro l'amano ma la strapazzano e la fanno parlare con un linguaggio nuovo dove fanno entrare strumenti classici come il clarino e il sassofono ma anche la chitarra. Ok, sono stata seria per cercare di dare una biografia ufficiale a queste due matte che si fanno fotografare nude, si fanno riprendere mentre ballano gioiose, sfoggiano cappelli eccentrici e se ne fregano dei cliché. E sono corteggiatissimi da musicisti forse eretici come loro: Herbert, Villalobos, Daniel Bell o Ark.
(Benedetta Cucci)


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BLACK STROBE




Sudore, fumo, odore di benzina della moto appena parcheggiata, lattine di birra, il suono di una chitarra acida come l'ectasy, una batteria che pompa un ritmo febbrile, una voce scura come la notte.
No, non è lo scenario di un concerto metal. Questo è lo scenario del live di Black Strobe, la band formata anni or sono da Ivan Smagghe e Arnaud Rebotini, la band che più di tutti rappresenta, sull'odierna scena musicale, il lato oscuro della disco, muovendosi tra elettronica mutante, atmosfere EBM, trance ipnotica e techno d'avanguardia. "Musica elettronica che non ha paura di spaventare la gente", così il duo parigino ama definire il proprio intento artistico. E se Ivan diffonde il verbo di Black Strobe dalle consolle patinate dei club di tutto il globo, Arnaud Rebotini, l'anima goth del duo, preferisce la dimensone più corporea e sanguigna del concerto. E sul palco Black Strobe si presentano con una formazione da terrorismo sonoro: voce, synth, chitarra e batteria. Un'anteprima assoluta del loro primo album in uscita a febbraio 2007 e che verrà preceduto a ottobre da un nuovo singolo, Shiny Bright Star, e da un cd contenente i migliori remix da loro realizzati fino ad oggi.
Il compito di riscaldare il dancefloor è invece affidato al dj resident delle serate Milked dello storico Tabasco di Firenze.



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REMUTE




Remute è Denis Karimani e tutto ciò che vi può venire in mente quando pensate alla musica dance. Il che non arriva a piccole dosi. Dopo il suo album di debutto del 2002 dal titolo "Hypnoconsole" su Dekathlon Records (la label di Florian Senfter a.k.a. Zombie Nation), e vari 12“ su Areal, Traum/Trapez/MBF, Dial e Weave, e remix per artisti quali Dominik Eulberg, Solar o DNCN, il ventiduenne amburghese, col suo album di debutto per Ladomat ci prova che la sua musica è sempre in mutamento, piena di elementi in trasformazione perpetua, carichi di emozioni. Remute ama raccontare storie, ma lo fa senza usare troppe parole. Sono i dettagli sonori e le sensazioni che lavorano al massimo portando l’ascoltatore su montagne russe sonore, in un’esperienza rave. Di quelle che ti torneranno sempre in mente e produrranno memoria…I tipici momenti del “ti ricordi di quando….?”. Ok, questa è tutta teoria…a voi la chance di farla diventare pratica. Ma siate pronti a cambiare direzione continuamente: techno, house, minimal, disco, voci robotiche, electro. Del domani non v’è certezza…


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THE HACKER



Correva l'anno 2001, una paffutella e sedicente infermierina cantava, con fare irriverente, della morte di Frank Sinatra, mentre un giovane talentuoso ritmava i suoi testi sfacciati con beat efficaci immersi in un'atmosfera new wave dal gusto old school. Era l'album di debutto di Miss Kittin & The Hacker, disco che celebrava in modo ironicamente spudorato l'edonismo contemporaneo, e resuscitava i suoni analogici tipici delle produzioni dance dei primi anni 80, da tempo colpiti da una sorta di damnatio memoriae. Il successo fu immediato, e catapultò i due francesini nell'olimpo dei dj e produttori più quotati. Come la sua partner, anche The Hacker ha pubblicato successivamente un ottimo album da solista, Reves Mécaniques, che conta collaborazioni prestigiose con Mount Sims, Perspects e l'amica di sempre, Miss Kittin. E per lui popUP fa uno strappo alla sua regola più ferrea, quella di ospitare solo live set. Ma un dj set di The Hacker è davvero un evento. Classici della techno Detroit, remix inediti e gustose anticipazioni, tracce new wave ed electro, suoni acidi e atmosfere dark, ci proietteranno in un futuro di silicio dove uomo e macchine copulano lussuriosamente. "Suck my dick, lick my ass!"


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ADRIANO CANZIAN



Come sei diventato personaggio e protagonista della Gigolo Records?

E’ avvenuto molto naturalmente, mi sono sempre proposto artisticamente senza compromessi e Hell ha intravisto un potenziale che altri presumibilmente non hanno visto. Il mio segreto è il duro e serio lavoro abbinato a dei momenti che vivo quotidianamente totalmente folli grazie ai quali posso esprimermi e produrre “materiale” a cui attingo da un punto di vista creativo. Credo che il successo derivi da un giusto mix tra pazzia irrazionale e diligenza e disciplina razionale. Per questo quando Hell mi ha scoperto è venuto da sé che io diventassi un artista Gigolo. Il fatto poi di essere l’unico Italiano presente sul loro catalogo ha sicuramente amplificato la mia presenza come artista. Inoltre l’Italia è comunque la sede della santa chiesa e io non sono certo un artista che si può definire di stampo cattolico.

Come hai lavorato al tuo show dal vivo? Cosa vedremo a popUP?

Il live show è in continua evoluzione in quanto è composto da vari elementi.

Io eseguirò il mio album Pornography più degli inediti, ricostruendo e reinterpretando totalmente le tracce. La mia presenza fisica sarà come una scultura vivente ma quasi sempre statica. Fatta eccezione per alcuni interventi vocali. Il Barone, un attore performer si esibirà proponendo coreografie a volte trash altre glamour altre ancora surreali fino al decadimento piu’ totale e alla sua “morte” sul palco. Contemporaneamente verranno proiettati vari video di mia creazione ispirati anche al cinema di Warhol in cui si esibiscono dei miei alter ego. L’impatto sonoro/acustico è solitamente molto forte.

Nelle tue metamorfosi ci vedo un certo legame con Leigh Bowery...qualcosa da spartire?

Assolutamente sì. La mia arte è influenzata da molti artisti che in un certo senso mi hanno “formato”. Il grandissimo performer Leigh Bowery,il cinema surreale di David Lynch, di Peter Greenway, l’arte statica patinata e pop di Andy Warhol, quella inquietante e viscerale di Francis Bacon, il genio creativo dello stilista inglese Alexander Mcqueen, la vita e gli scritti di Franz Kafka, la vita senza limiti della Marchesa Luisa Casati... ma anche Socrate o Rosa Parks…insomma tutte quelle persone che hanno vissuto o vivono senza agire in base a ciò che gli altri si aspettano da loro, vivendo in assoluto contatto con se stessi e soprattutto senza timore di esprimere esattamente ciò che pensano e provano coscienti di avere una responsabilità e ruolo nella società.

Certa musica elettronica spesso non ha un volto perché deve far fluire i pensieri anche sulla pista da ballo. Non deve suggerire ma accompagnare, aiutare il viaggio personale di ognuno di noi quando si lascia andare. Tu invece le hai dato parole e un volto ben definito. Come la pensi?

Nasce tutto da una mia esigenza artistica complessa. Ho dipinto per anni e fatto varie esposizioni in Europa ma non mi sentivo appagato totalmente. Il tipo di arte che volevo fare doveva coinvolgere più sensi, per questo sono passato alla musica e ai video, per questo uso performers che non fanno “animazione da discoteca” ma sono veri e propri attori che si esibiscono sul palco come se fossero a teatro. Per questo la mia immagine è molto presente nel mio progetto ma non ha una funzione puramente estetica…direi piuttosto che quando sono sul palco è come se fossi una scultura in carne ed ossa e sempre in evoluzione, integrata con i miei performers, i miei video, la mia musica. Quello che tento di fare è proporre uno show scenografico fatto di tutti questi elementi ma che puoi anche non fermarti a guardare puoi continuare con “il tuo viaggio personale” ma se di tanto in tanto alzi lo sguardo puoi nutrirti anche a livello visivo. E’ un concetto tipicamente degli anni 80 rivisto in chiave “più artistica”.

La musica e l'arte sono il mezzo ideale per dar vita a quelle parti di noi che vogliono uscire ma non ce la fanno. D'accordo?

Si, come dicevo prima, secondo il mio punto di vista, l’arte è la materializzazione di sentimenti propri e comuni non che di movimenti collettivi interni molto profondi. Piacevoli o sgradevoli che siano. Per questo gli artisti spesso non sono compresi o non sono amati in quanto “ti sbattono in faccia” delle realtà o delle intuizioni riguardanti temi comuni a tutti ma che la gente non vuole vedere o sapere per paura di perdere l’equilibrio che si sono creati. Umanamente comprensibile. Socialmente poco utile. Un esempio pratico: il dj per la maggior parte degli addetti ai lavori “si fa” seguendo determinate regole (stabilite non si sa da chi)…quindi…bisogna usare il vinile…bisogna seguire determinate tendenze musicali….avere nella propria borsa la hit del momento…avere le cuffie di quella marca e saper mixare in battuta a 128,5 bpm.

Ma se riflettiamo autonomamente per un secondo ci ricordiamo che il dj è colui che attraverso la musica fa ballare e divertire la gente. Stop. Il tutto ovviamente deve essere fatto con maestria e senso creativo ma questo non significa che debba essere fatto seguendo le regole sopra citate. Non si puo’ certo accusare un pittore di non essere tale se anziché usare i pennelli per dipingere usa le bacchette cinesi con cui si mangia. Personalmente preferisco pensare al dj come ad un Artista piuttosto che ad un Artigiano ma purtroppo i più sono Artigiani.


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CHELONIS R. JONES



Sono pochi i rappresentanti della scena dance contemporanea in grado di incarnare l'ideale perfetto dell'artista. Uno di questi è CHELONIS R. JONES. Americano di colore, dai tratti fortemente androgini, Chelonis è poeta, pittore, e, last but not least, musicista. DISLOCATED GENIUS, il suo album di debutto uscito per quella che è da tutti ritenuta l'etichetta dell'anno, la GET PHYSICAL di Dj T., Booka Shade e M.A.N.D.Y., rappresenta un fulmine a ciel sereno nella produzione di musica dance. E non è un'iperbole parlare di capolavoro. Atmosfere rarefatte e sensuali che parlano all'anima prima ancora che al corpo, testi surreali e cinici, ritmiche sincopate e bassi funky, fanno della sua musica la nuova frontiera della SOUL music. E infine la sua inconfondibile voce, la voce di un angelo caduto all'inferno, la voce di un poeta maledetto come RIMBAUD a cui dedica una traccia, la voce di un outsider sradicato, "dislocato" appunto. Una voce che ha conquistato personaggi disparati come Royksopp, Dj Remo, Franz & Shape e tanti altri che lo hanno scelto come guest per le loro produzioni. Una voce dalle mille vite, che si anima di nuove sfumature nei remix per lui prodotti da DJ HELL, Justus Koehncke, TIGA e Captain Comatose.Glamour, ambiguità, poesia, seduzione, questo è Chelonis R. Jones, l'artista più corteggiato del momento.


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FRANZ&SHAPE



Franz & Shape sono un duo italiano composto dal dj e producer Francesco Spazzoli e dal musicista e produttore Chris Shape. Le influenze musicali arrivano dalla new wave e dalla scena synth pop anni ottanta. E non mancano venature italo disco tra i solchi dei loro ascolti e tra le sfumature delle loro produzioni. Le loro performance live sono caratterizzate da una electro battente costruita con sintetizzatori e campioni.La loro prima fatica vedrà la luce a maggio, per l’etichetta di Headman, la Relish Records. Si narrà di un incontro tra i tre, proprio a Bologna, lo scorso anno, durante una serata in un club del centro. Un anno dopo ecco I nostri con un contratto in mano. La loro prima hit, "Countach", viene suonata da 2manydjs e inclusa nella prestigiosa compilation "Misch Masch" curata dai Freeform 5. Le nuove produzioni vedono invece la collaborazione di personaggi come G.D. Luxxe, David Carretta, Mount Sims e Chelonis R. Jones, solo per citarne alcuni. 


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JAKE




Avete mai sentito parlare di MC900 Ft Jesus? Beh, è stata una delle esperienze sonore più intriganti degli anni novanta. Hip hop, elettronica, liriche incisive, cantato. Era il momento del miglior crossover, da un certo punto di vista. Perchè alcuni generi iniziavano a legarsi e a dar vita a nuove sonorità. Contaminazione e raffinatezza. Ok, quasi dieci anni dopo, c’è un artista d’origine Americana che ricorda un vecchio lupo di mare, un personaggio uscito dai fumi della nebbia portuale. E guarda caso dopo aver lasciato gli Usa nel 1990, per guardare il suo paese da una prospettiva differente durante la prima Guerra del golfo messa in scena da Bush the 1st, Jake è approdato proprio ad Amburgo, dove, scoprendo l’Hochschule fuer Bildende Kunst, decide di prendere dimora. L’arte è da sempre la sua vita: lui è tatuatore, fumettista, animatore. E musicista. E il suo stile è quello che ci riconduce al discorso iniziale…quasi dieci anni dopo ecco che MC900 ha un discepolo. Si chiama Jake. E’ un sex symbol del dancefloor. Hard sexytude e virilità da consolle. Ma Jake è un vero prankster. E tra I suoi suoni hip hop, acidi ed elettronici c’è posto per l’ironia.
Andate sul suo sito "http://www.jakelovesyou.com" e scaricatevi la sua maschera da indossare a popUP!


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SCUOLA FURANO




Serata made in Italy a popUP. Dopo i Magicake, arriva nella one night del Cassero dedicata ai live di musica elettronica il duo italiano che ha fatto tanto parlare di sé negli ultimi tempi, e che rappresenta una delle esperienze musicali più interessanti che l'Italia può esportare. Già inseriti nella celeberrima compilation tedesca "ELECTRIC POP 4" di prossima uscita e da sempre attenta alle novità del genere electropop, BORUT e MARCO sono pronti per conquistare l'Europa!
popUP: "Da dove avete preso il vostro nome?"
SCUOLA FURANO: "Il nome deriva da un manga giapponese, Holly e Benji in italiano, Capitan Tsubasa in giapponese"
popUP: "Come definireste la vostra musica?"
SCUOLA FURANO: "Ci collochiamo all'interno della musica dance e viaggiamo verso ritmi house. Eravamo però abbastanza schifati dalle produzioni house che le discoteche italiane amano tanto, e volevamo dare a questo genere una visione più umana e colorata. E così è nato un disco pop, con 9 canzoni brevi e lontane dalle solite cose tun-za-tun-za!"
E i nostri ci sono riusciti perfettamente. Il loro sound è fresco, estivo, funky e pop, ideale per riscaldare una fredda notte di dicembre!
Ad aprire le danze,ospite a popUP LIQUID LAUGH DJ, la mente che si cela dietro la webzine più attenta alla musica elettronica e alla street culture, www.makesomenoise.it. Il suo set spazia dall'italo disco al funk più groovy!
Da non perdere l'APERITIVO di popUP presso il DISCO D'ORO di via Galliera a partire dalle ore 19:00 con uno speciale dj set di SCUOLA FURANO e WAWASHI DEEJAY!!!

 

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DINKY




Dinky
è un’artista cilena (classe 1975), da tempo residente a Berlino, come la maggior parte degli esponenti della scena elettronica internazionale. I suoi amici di console si chiamano Ricardo Villalobos, Richie Hawtin, Sven Vaeth.Alejandra, in arte Dinky, è una musicista e dj di grande talento.
Tra il 2000 e il 2001 ha fatto ep per la Sonic Groove e la Carpark, ancora due ep e un cd per Traum e Anthony Rotherle ha chiesto di collaborare con Kanzleramt. Nel settembre 2001 ha fatto il primo tour come dj in club quail WMF, Tresor, Studio 672 e Batofar.
Di ritorno a New York ha iniziato la sua serata a Chinatown, dopo un po’ affiancata dall’amica Magda, ancora sua partner in crime. Gli eventi acquistarono popolarità e sopravvissero nella giungla “hype” newyorkese per un anno. Lo stesso anno finisce il suo secondo album, Black Cabaret con influenze pop, disco, electro e urbane. Era la storiam in disco di Dinky e I suoi amici, della vita a New York, del clubbing, della città, afterhours e cultura black.
Oggi Dinky vive a Berlino dove si è riunita a vecchi amici e colleghi. La città l’ha accolta a braccia aperte e qui ha trovato nuove radici, amici, supporto, libertà e ispirazione.

DISCOGRAFIA :

Black Cabaret - Carpark Records 
Medieval Dreams - Traum Schallplatten 
Shake Ya Booty / Life Is Wonders - Mental Groove Records  Acid In My Fridge - Cocoon Recordings 

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WATER LILLY

 Momento di grande espansione delle ragazze nel mondo della musica elettronica. La lista cresce di giorno in giorno e la qualità delle produzioni è altissima. Le artiste non si accontentano di essere delle brave dj, aspirano a produrre musica che, la maggior parte delle volte, rappresenta davvero qualcosa di unico e con uno stile personalissimo nel già vasto campo della discografia elettronica.
Quest’anno il Cassero è senz’altro uno dei club italiani che darà voce a questa nuova forza creativa. Passeranno da qui Electric Indigo e Acid Maria in veste di dj. E popUP sceglie invece di invitare WATER LILLY, responsabile di uno dei dischi più belli di questo 2005: SPUTNIKA, uscito su Mental Groove, la label svizzera (come Water Lilly) sinonimo di ricerca in ambito elettronico per la scena di questa piccola ma prolifica nazione. E Water Lilly è una delle sue protagoniste.Alla console fin dal 1996 e produttrice dal 1999, materializza con la sua musica una sofisticata miscela di suoni e atmosfere analogiche con un dancefloor feeling molto incisivo.Le sue tracks sono ormai diventate parte delle playlist della maggior parte dei dj colleghi e delle dj colleghe, ma la cosa interessante è che brani così carichi e pieni di energia, oltre che di suoni favolosi, si prestano a un perfetto ascolto casalingo. Il tessuto sonoro composto da Water Lilly è talmente raffinato che può scatenare emozioni e reazioni sempre diverse.
Dopo sei ep usciti su Mental Groove e poi su Lasergun, è finalmente nato Sputnika che definisce magicamente il mondo di Lilly. Techno tunes elettrificate e da brividi, eccellente produzione con un moderno senso electro e una grande combinazione di pezzi dark e malinconici combinati con un’anima funky.
Water Lilly è anche una remixer ricercata: ha lavorato per Snax e Die Raketen e invece hanno remixato la sua musica Steril, Savas Pascalidis, Legowelt, David Carretta. Suoi pezzi si sentono anche sulle compilation Tiga’s dj Kicks e Electroclash di Larry Tee.

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LUOMO




Prende vita nel 2000 LUOMO, progetto del prolifico produttore finlandese Vladislav Delay, portatore di una nuova estetica nel panorama house: dub, soul, ambient e techno minimale raggiungono una sintesi perfetta, elegante, inedita. L'album di esordio, VOCALCITY, pubblicato da una delle più importanti etichette della scena techno-minimal tedesca, la Force Tracks, riscuote un immediato successo di critica e pubblico, e il singolo TESSIO diventa uno dei pezzi più suonati dai dj di fama internazionale. All'album di esordio segue THE PRESENT LOVER, nel quale le voci soul prendono il sopravvento, e un'infinita serie di remix e di collaborazioni con nomi del calibro di Massive Attack, AGF dei Laub, Gold Chains, Domenico Ferrari e il cantante pop Raz O'Hara. Il live di LUOMO rappresenta un'esperienza trascinante e irresistibile: suoni puri, melodie avvolgenti, voci calde e sensuali, ritmi eleganti.Una delle tappe del nuovo tour italiano di Luomo, sponsorizzato dalla ENERGIE, è al Cassero all'interno della serata popUP che inaugura così la sua terza stagione con un live di prestigio. Alcuni diranno che si tratta di house music,ma si sbagliano. Quella di LUOMO è pura classe fatta a ritmo.

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TECHNOTRONIC



Da sedici anni PUMP UP THE JAM continua ad essere una hit delle piste da ballo di tutto il mondo. E TECHNOTRONIC un nome indelebile della scena dance che riporta alla mente la Summer of Love degli anni Novanta, la spensieratezza delle discoteche e degli after hours, i party sulla spiaggia, i rave….insomma un momento musicale che evoca ancora immagini forti.
Quando nel 1989 uscì Pump up the jam, fu un vero scossone sonoro, anche perché rappresentava un sound innovativo ed estremamente coinvolgente. Sexy e provocatorio. Che catapultò la house music fuori dai club e verso le classifiche.
Nella mente di Jo Bogaert, un insegnante di filosofia americano trasferitosi in Belgio con il sogno di diventare produttore, c’era l’intento di fondere la house con l’hip hop. Per questo iniziò a spedire demo a vari rapper e il risultato fu una formazione con una vocalist e un MC. Dopo la smash it Pump up the Jam, che vendetta 3,5 milioni di dischi, arrivò Get Up, altri 1,9 milioni di vinili e poi nel 1992 Move That Body che raggiunse addirittura il quinto posto nella chart americana di Billboard. Per questa serata di popUP tornano Technotronic in una miscela di musica e dance dal vivo, grazie ai due scatenati ballerini C-9 e Jamie.

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THE MAGICAKE
(ITALIA)

THE MAGICAKE album release party 10 giugno, opening per Technotronic

I Magicake, il trio di Padova devoto a elettronica pop e contaminazioni tra synth e chitarre, ha avuto un battesimo popUP lo scorso anno, quando si esibì prima delle Chicks On Speed. E per noi fu subito grande sintonia. Tanto che più di un anno dopo Joe, Jack e Lulu tornano ad esibirsi, ma questa volta con un album che vedrà la luce attorno al periodo del live. Insomma, The magicake non hanno tradito le nostre aspettative e il lavoro, intitolato “BOTOXXX” che li vedrà debuttare nel mondo discografico sarà per tutto il pubblico di popUP e non solo, una ventata d’aria fresca nella scena musicale italiana. Ci sarà un motivo, del resto, se Pisti di Motel Connection ha fortemente creduto in loro con Marco Bertoni, fino a produrne l’album, no? E se Bebe la Maitresse e Wawashi hanno deciso di produrre il remix di uno dei singoli più caldi dell’album, “I was dancing with Boy George” facendolo passare per le mani di Christopher Just. magicake hanno tra l’altro appena finito di girare il video di questo pezzo con il giovane videomaker Andrea Aronica e hanno in cantiere altri due remix del brano “Fried Chips” ad opera di Adriano Canzian e Motel Connection. Insomma, un’occasione speciale per testare dal vivo questa promessa dell’elettronica pop italiana.

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MU
(uk /japan)

Qualcuno se la ricorderà quando venne a popUP lo scorso anno. Era la prima stagione della nostra one night al Cassero e MU pubblicava allora il primo disco, Afro Finger and Gel. Per noi è stato amore a prima vista. Mu (al secolo Mutsumi Kanamori) potrebbe essere la testimonial perfetta di popUP, perché esprime alla perfezione la ricerca che facciamo nel campo dei live di musica pop ed elettronica. Ci piacciono i live che sfiorano la performance e che ogni volta ci possono regalare, oltre che musica interessante, delle visioni suggestive. MU riunisce entrambe le peculiarità. Ecco perché abbiamo deciso di riproporla una seconda volta.
Da poco è uscito il secondo album Out of Breach (Manchester’s Revenge), realizzato sempre col marito, leggendario dj e produttore Maurice Fulton. L’etichetta che l’ha stampato è la Output Recordings di Trevor Jackson, che lo scorso anno era l’etichetta partner per l’Inghilterra della Tigersushi di Parigi, la diretta interessata. Ma qualcosa di catastrofico deve essere successo tra Mu e i francesini, perché in questo nuovo album c’è una canzone espressamente dedicata agli ex discografici, Tigerbastard, il cui testo è una sorta di “maledizione” o comunque aggressione verbale che non passa inosservata. E del resto tutto il disco è permeato di aggressività: sputata attraverso i testi ma anche attraverso i suoni slabbrati e pompati fino all’esasperazione con il basso funkettone di Maurice in primo piano. E pure da ironia fulminante. Ce n’è per tutti. In particolare per l’icona del nulla (un nulla fantastico, naturalmente) Paris Hilton: il singolo a lei intitolato è diventato un must delle sale da ballo di tutto il mondo e il video con Mu che fa la gallina su basi acidissime, visibile sul sito Output ( www.outputrecordings.com/video/mu/), un culto. Poi, per chi l’avesse dimenticato, il pezzo “Stop bothering MIchael Jackson” vi ricorda che il re del pop è solo uno. Aver dei nemici o dei rivali, ascoltando il disco, fa pensare che sia benefico.La giapponesina Mu ha trovato in Fulton, che da oltre 20 anni scompone e ricompone, offrendo sempre nuove possibilità, tutte le musiche della dancehall, dalla house all’hip hop, il partner ideale con cui dar vita a incubi sonori eccezionali. Per lui la musica del progetto MU è punk che si può ballare. E Mutsumi è una dark pop lady che vi incanterà anche per i costumi che porta in scena e le coreografie pazze e visionarie a cui dà vita.
Ah…a proposito di sintonia: guarda caso le ultime due icon-badge di popUP, sono proprio dedicate a Michael e Paris.

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RITON
(U.K. www.riton.tv)


Produttore, deejay, remixer, ICONA GAY, modello, GENIO della musica elettronica, l'inglese RITON (si pronuncia con l'accento sulla "o", alla francese) è l'autore di "Homies and HOMOS", uno dei dischi più interessanti e ben riusciti degli ultimi mesi.

Era daitempi di Les Rhythmes Digitales a.k.a. JACQUES LU CONT (un altro inglese che si spaccia per francese...) che l'Inghilterra non sfornava un album così innovativo e fresco, un'azzeccatissima miscela di pop, electro, dance, funk, hip hop, house.

Immaginate di shackerare il groove dei NEPTUNES, il sound dei Blackstrobe, l'energia di PEACHES e le tastiere analogichedei Pet shop Boys, e quasi ci siete!

I brani di Riton vengono suonati da dj del calibro di LAURENT GARNIER, Playgroup e Ewan Pearson, mentre MYLO, Scissor Sisters, Kylie Minogue, Run DMC e HUMAN LEAGUE lo hanno scelto come remixer. Insieme a Ben dei FAT TRUCKER ha da poco dato vita al già chiacchieratissimo deejay duo "the GUCCI SOUND SYSTEM". A tutto ciò aggiungiamo che a popUP il nostro Henry (questo è il suo vero nome...) verrà accompagnato da LEE JONES e da LUCA SANTUCCI (il quale ha già prestato la sua inconfondibile

voce soul a Playgroup, HERBERT, Leila, As One,...). E' sufficiente?

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RAIDERS OF THE LOST ARP
aka Mario Pierro LIVE (1/2 of JOLLY MUSIC)

(www.clone.nl)



Finalmente ce l’abbiamo fatta! Ad avere un ospite della bella scena elettronica romana…quell a che ci dà veramente dentro e che del resto è riuscita, cosa rara in Italia, a creare…una scena!
RAIDERS OF THE LOST ARP è il progetto solista di Mario Pierro, conosciuto come una metà di Jolly Music e di Mat101. Il suo esordio discografico risale al 1996 come Mat101 su Nature Records,progetto di dance sperimentale con sapori che vanno dall’electro alla musica per videogiochi e con sempre una spiccata personalità pop. Dopo un paio di singoli e un ottimoalbum, Matt101 diventa immediatamente uno dei più freschi e originali prodotti della scena underground elettronica italiana.
Nel 1999 Mat101 danno vita a un nuovo progetto dove altre influenze e atmosfere trovano spazi ben più ampi: il nuovo nome è Jolly Music. Il nuovo sound proposto è ben più aperto, spaziando dalla disco psochedelica al soul, dall’electro all’hip hop. Un vero e proprio frullato di sonorità che viene immediatamente riconosciuto in Inghilterra come una delle novità più interessanti del 2000. Tanto rispettato dalla scena musicale quanto da quella discografica ufficiale.
E corteggiato da vari artisti come Erlend Oye dei Kings of Convenience che chiede una loro collaborazione a un suo lavoro solista.
E poi arriviamo al progetto solista di Mario Pierro, Riders Of The Lost Arp, che riflette l’amore dell’artista per il soul, il funk e il jazz. Queste passioni sonore caratterizzamo il progetto solista incentrato su elettro e techno. Immaginate una sorta di groove classico fatto di beat elettro e techno piuttosto moderati accompagnato da soluzioni armoniche proprie della musica soul e jazz e otterrete quello che Mario, in maniera mai scontata, è riuscito ad ottenere nei suoi lavori di anno in anno pubblicati da Finalfrontier tra I quail “Electric City Phunk Vol. 3 o “Funk Series part 2” o ancora “4” su Nature Records che ne ha consacrato la bravura.
Riders of the Lost Arp è entrato nelle charts di Morgan Geist (Metro Area), I-F (Disko B e Viewlexx) e Dexter (Klakson).

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WEVIE STONDER
LIVE
(www.weviestonder.com)



Fantasmi , alieni , falli gonfiabili , mostri , tutto questo e molto di più potrete gustare nello show surreale e onirico che i WEVIE STONDER stanno preparando per il loro PRIMO assalto alla nostra penisola. La band (il cui nome deriva dallo scambio delle iniziali di Stevie Wonder) ha al suo attivo numerosi ep e cd per l'etichetta inglese SKAM e per la prestigiosa SONIG dei MOUSE ON MARS con lo pseudonimo Wevie de Crepon.
Questi prankster della musica elettronica propongono un POP unico , fatto di campionamenti di "conversazioni di galline" e di "interviste a cani" , condito con uno HUMOR insuperabile , accompagnato da una presenza scenica TEATRALE e circense, scandito da visual allucinati.
Questo ELECTRO CIRCUS è il bizzarro party di CARNEVALE che popUP ha in serbo per i suoi fans!!!

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SNAX
(www.snaxonline.org)

file under : go-go dancing / electrofunk / disco

Musicista dall'età di 5 anni , dopo numerose esperienze musicali in diversi ambiti (dal rock all'hip hop , fino all'esperienza come tastierista per la cult band Foetus) , SNAX lascia New York per la
capitale mondiale della musica elettronica , BERLINO , dove stringe amicizia con il musicista e produttore KHAN. Così nasce il progetto CAPTAIN COMATOSE , pubblicato da una delle etichette di punta della scena minimal house made in Germany , la PLAYHOUSE. Il loro album "going out" ha un successo immediato e viene poi affidato ai remixer più richiesti (Munk e PLAYGROUP in testa).
Alla fine del 2004 esce per la svizzera MENTAL GROOVE l'album solista di Snax "From the rocking chair to the stage" , un concentrato di ELECTRO FUNKY , tra PRINCE e la DISCO music.
Sul palco Snax è irresistibile : sculetta , balla col pubblico , mostra orgoglioso l'underwear...

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CHRISTOPHER JUST
live from Vienna

PopUP goes ACID with CHRISTOPHER JUST live from Vienna!


Sono un disco dancer e un dolce romanticoŠcantava Just nel singolo ³I¹m a disco dancer (and a sweet romancer)² che ha sicuramente aiutato la Gigolo di dj Hell a raggranellare i primi soldi per un radioso futuro. Il singolo del viennese dalle molteplici personalità (PUNK ANDERSON tra lealtre) era targato Gigolo 04 in catalogo e tra i tanti remixer ha avuto Fatboy Slim.


Ma Christopher è anche il ghost writer di Glamour Girl delle Chicks on Speed, un vero e proprio hit maker e anche remix wizard che ha dato alla luce il suo disco più famoso, ³Jeans & Electronic² nel 1996. Un capolavoro Acid con un 303 di gran classe. Un disco evergreen che la casa discografica Combination Records di Duesseldorf ha deciso di ristampare da qualche mese nella sublabel FOREVER YOUNG, dedicata ai classici. E ³Jeans & Electronic² è davvero un evergreen, con 23 minuti di un memorabile live al Mekka Club.
Ascoltatelo e fate un salto di quasi dieci anni in avanti per ritrovarvi il
10 dicembre a popUP con un live (il che è superlativo quanto raro) acid indimenticabile.

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OMNIDRIVE
DJ SET from Mutonia

Dj Omnidrive è sulla scena elettronica dance dal 1991, dopo l’incontro con Mutoid Waste Company,il gruppo internazionale di artisti/meccanici famosi in tutta Europa per le loro installazioni e mezzi motorizzati trasformati in stile Mad Max. Conosciuti in Italia come “Mutoidi”, i loro eventi hanno aperto la strada dei warehouse parties già nella metà degli anni ‘80 nella Londra della generazione acid house.
Dalla fine del 2000 ha unito le sue energie con altri 5 djs, formando la h2O DJ Crew, collettivo dalle variopinte sfumature musicali.
Nel 2001 ha affiancato all’attività musicale quella della moda indipendente,creando insieme alla sua compagna Sugar Babe l’etichetta di abbigliamento sugarbabe.org; da ottobre 2004 ha aperto il punto vendita della label (via S.Felice 25/d, Bologna), dove propone la rassegna Djs for Sale!, con ospiti in console nella vetrina sopraelevata del negozio.
Il sound che Omnidrive propone spazia dalla acid house dei primi anni 90 ai suoni electro + attuali.

contatti e booking: 338 6470899 - omnidrive@h2odj.org – web www.h2odj.org

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Codec & Flexor
live from Germany



file under: slamming techno

Più info www.emperornorton.com

Popup, secondo annoMentre stanno lavorando al seguito dello strepitoso TUBED, i due tedeschi
portano in scena il loro live di elettronica fisica per un entertainment techno assicurato.


Matthias e Sven nascono come C&F nel 1993, dopo aver assistito a un dj set di SVEN VATH al suo techno club CLUB OMEN. ³E¹ stata laprima volta che ho sentito della techno non commerciale e non stupida. Mi èpiaciuta perché il TB-303 è simile alla chitarra, molto aggressivo e tosto. Il suono l¹ho amato subito².Parole di Sven (Codec). Da quel momento in avanti, i due, che appartenevano a un mondo rock, si dedicano all¹elettronica e danno forma alloro sogno digitale, Codec & Flexor. Traducendo le emozioni di una ruvida chitarra attraverso synth e un 303, Tubed ha davvero più in comune con la crudezza di ³Bleach² dei Nirvana che il breakbeat rock dei Prodigy.


I due tedeschi uniscono EBM classica alla Nitzer Ebb con i suoi moderni equivalenti (Green Velvet, Underworld) aggiungendoci una buona dose di pura electro e techno. Flexor alle macchine e alla chitarra e Codec alla voce (distorta da un pedale di effetti per chitarra) e alla performance.

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Putsch 79
29 ottobre a popUP


Sami Liuski e Pauli Jylhänkanga, classe 1979.
Come fanno sue musicisti così giovani, 50 anni in due, a creare brani musicali che ci provocano un déjà vu sonoro tanto profondo?
Con il corpoe lamente siamo al Paradise Garage, 1979, Larry Levan alla console. In pista un suono travolgente che incorpora vari stili allo stesso tempo. Dalla disco al rock, dal soul al funky.
Se apriamo gli occhi ci troviamo su una spiaggia, una notte d’estate, il palco sull’acqua, gente scalza che balla sulla spiaggia coi bassi puntati allo stomaco. Dall’altra parte, sul fiume, ci sono Putsch 79, due finlandesi prodigiosi che hanno saputo riportare il feeling di suoni old school su disco e poi in pista. Perché, come spiegano, a proposito della loro musica, ci sono tanti dischi meravigliosi dell’epoca disco che hanno avuto una vita tanto breve ed è più interessante riprendere quella musica, riproporre certi suoni e umori con un gusto contemporaneo (influssi techno e house) piuttosto che voler reinventare qualcosa di nuovo.
Putsch 79 regalano atmosfera da party ma il loro disco potreste ascoltarlo anche in casa, non è suono a senso unico. E la situazione ideale per ascoltarli e guardarli suonare è proprio il club. Lavorano con passione sulle loro macchine: sintetizzatori, guitar pedals, effetti, mixers, microfoni, computer….basta che siano da manipolare perché Putsch 79 amano “to groove through fingers”.

GROOVE THROUGH FINGERS: PUTSCH 79

Di Benedetta Cucci

Cosa ci fanno due finlandesi di 25 anni nel mondo della disco music? Raccolgono il saluto caloroso di critica e fans che li vuole eredi dei Metro Area con il loro primo disco omonimo. A zonzo tra disco beats, linee di basso sexy, funk vibrante e le influenze house e techno, Putsch 79, Sami Liuski (ha anche I progetti Bangkok Impact e 8 Bit Rockers) e Pauli Jylhänkangas, nonostante la giovane età giocano pesante, dichiarando il loro amore incontrastato per le macchine analogiche che preferiscono al più comodo e inflazionato laptop. Ma è solo una questione di stile o anche il suono vuole la sua parte? Secondo i due finlandesi, che saranno in concerto a Bologna il 29 ottobre, ospiti con un concerto, della serata PopUP e nell’ambito del festival Gender Bender, il contatto con gli strumenti e con le macchine, la manipolazione, insomma, è parte fondamentale del gioco e di questa riscrittura di uno dei più scintillanti generi musicali.

HOT: Come vi siete incontrati tu e Pauli?
Sami. Proveniamo dallo stesso piccolo villaggio nell’est della Finlandia, vicino al confine con la Russia. Ci siamo incontrati al liceo. Io adesso abito in Lapponia, a circa 683 chilometri da Tampere, dove vive Pauli, così raramente lavoriamo insieme nello stesso spazio fisico, Alla musica lavoriamo via Internet, ci mandiamo loop e discutiamo le nostre idée.

Come descriveresti la musica di Putsch 79?
SAMI: Innanzitutto il nome: Putsch significa “rivoluzione” e 79 è il nostro anno di nascita. La nostra musica è a base di bassi palpitanti, facili accordi e funky beats. Vogliamo unire disco originale con influenze techno e house. Cerchiamo di fare musica appassionata nonostante i tocchi retro e lo humor.

HOT: Mentre realizzavate I pezzi pensavate anche che vi sarebbe piaciuto far ballare la gente?
SAMI: Sì, mi piace mantenere l’equilibrio tra due cose: 1) che I miei pezzi siano belli da ballare e 2) non noiosi da ascoltare a casa.
PAULI: Non penso che “interessante” e “ballabile” siano aggettivi contradditori nell’ambito di una musica. Spesso ho l’impressione che I dj o gli artisti o qualsiasi performer finiscano col sottostimare il proprio pubblico. La maggior parte delle volte non si vede, se la gente ad esempio si muove un po’ in pista. E naturalmente una persona che ha bevuto 20 vodke o si è presa altre vitamine, può apparire come una visione triste anche se sembra che stia ballando. E’ tutto un fatto di collegamento…

HOT: Qual è l’ispirazione dietro all’album?


SAMI: Vecchi dischi italo/disco/house e soprattutto come suonano. Crudi ma ardenti…!
PAULI: Penso che sia il groove, che era tanto diverso ai tempi d’oro, quando noi eravamo in fasce…Benché l’immagine che Giorgio Moroder e glialtri volevano trasmettere, fosse parecchio pulita e moderna, la musica non lo era…ok, forse per Moroder, ma per Bobby O o Patrick Cowley sicuramente no! Fondamentalmente dato che il disco beat è così semplice, è importante inseguire il proprio groove. E quandola circolazioneè così veloce, tanta roba buona si dimentica troppo in fretta. Così, se quaqlcuno ha fatto certe cose prima, ha più senso chiedere in prestito piuttosto che cercare di inventare tutto di nuovo. Mi pare che ci sia un infinito reparto di fantastica vecchia musica dimenticata che aspetta solo di essere ritrovata, forse in un modo diverso da come era all’inizio. E’ semplicemente fantastico come il tempo cambhi la nostra percezione delle cose.


HOT: Che macchine usate?
SAMI: Ci piacciono le macchine analogiche. Vecchie tastiere e vecchi effetti come tape delays e I pedali per chitarra. Ma usiamo anche il computer e plug-ins. Una combinazione di vecchio e nuovo.
PAULI: Sarebbe stupendo fare tutto con un laptop, ma mi pare solo una roba da marketing con tutto questo discorso attorno al moderno stile di vita. Invece il suono che cerco è difficile da fare col computer. Entrambi all’inizio usavamo solo macchine digitali, il che ha naturalmente ha dei punti di forza nella composizione e nel campionamento. Ma il suono èimportante. Non penso che qualcuno inventerebbe un’orchestra sinfonica oggi, perché sarebbe costosissimo. Ma l’hanno fatto in passato… per ottenere un grande suono…

HOT: Cosa pensate del dilagare dei dj set spesso addirittura spacciati come live perchéqualcuno ancora non ha capito la differenza?
PAULI: Illive è una cosa relativamente giovane per la moderna cultura di club. Perché moltilocali sono nati durante lera della techno/house, quandola dance era tutta a base di droghe, iperspazio e pantaloni arancio. Tutti si aspettavano che le macchine rimpiazzassero musicisti e compositori ma non è successo,no?

Putsch 79, LIVE @ popUP
Cassero, 29 ottobre 2004

ASCOLTI: “Putsch” Clone Records
www.clone.nl

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TRANSFORMER DI ROBOTER




Il nome Transformer di Roboter è stato preso dalla versione italiana della serie tv dei Transformers, da Johannes Malfatti e Alex Kloster, due musicisti con base a Berlino che però hanno vissuto a San Francisco,Londra, New York facendo poi ritorno a Berlino dove gli affitti sono incredibilmente bassi e la vita, per chi investe nell’arte, è più a portata di mano e portafoglio.
Johannes e Alex lavorano anche come sound designer per film d’animazione, una delle loro grandi passioni che spiega il nome scelto da questa band che ama giocare con la cultura pop e i suoi miti.
Hit musicali celebrate in tutto il mondo (da Pantera e Slayer) sono alterate, modulate, manomesse e riproposte in un formato completamente nuovo che ne mostra aspetti sconosciuti e soprattutto la naturale predisposizione a diventare nuove hit con abiti nuovi anche se strani e oltraggiosi.
Transformer sono affascinati dai contenutie dai concetti interscambiabili della cultura pop. Brani originali della band sono travestiti da cover song e incorporano alcune parti di famosi tv show che diventano canzoni pop.
Vederli dal vivo è poi un’esperienza. Noi di popup ce ne siamo innamorati immediatamente!

Ascolti: METAL KINGS (Deco, 08)
E mp3 su www.transformerdiroboter.com

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SERGIO WOW!



L’abbiamo scoperto mentre si esibiva in un cruising bar a Berlino:proponeva uno dei suoi cavalli di battaglia, “I’m a slave 4 u” di Britney Spears.
Ci e´piaciuto subito e abbiamo deciso di bookarlo per questa serata d’apertura. Sergio Wow! fa solitamente live in cruising bar e I suoi vj set molto hard sono già un culto. Dark dance e distorsioni ben calibrate, con testi grondanti di immaginario gay leather, sono i segni particolari della sua musica che può ricordare le allucinazioni sonore feticiste di Ziegenbock Kopf: Pain and Pleasure , Piss and Love , Put your hands in the hair , Bigger is better ….pronti per questo pleasure kabaret?

ASCOLTI: ancora nulla di pubblicato, a popUP, in anteprima

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